Il gioco del calcio sbarca a Pachino nel secondo dopoguerra.
Le prime tracce di attività calcistica e sportiva risalgono
infatti alla fine della seconda guerra mondiale quando, alcuni gruppi
di giovani, spontaneamente, diedero vita alle prime associazioni sportive.
La data di fondazione ufficiale della Società Sportiva Pachino
risale al 1955, ma già nel 1952 un almanacco storico del calcio
siracusano annovera una squadra pachinese nel campionato di Seconda
Categoria, chiamata “Cavarra Pachino”. Nel quinquennio
’52 – ’57, nessuna squadra di Pachino partecipò
a campionati ufficiali, ma si svolsero in paese campionati locali
a cui presero parte formazioni suddivise in base alle parrocchie di
appartenenza. Nacquero così la “Stella Maris” di
monsignor Bellomia, appartenente alla chiesa Madonna di Pompei, poi
le due formazioni “Canossa” di San Corrado, la “Virtus”
della chiesa Madre, la formazione di San Giuseppe, la squadra dei
“Barbieri di Pachino”, la “Savoia” guidata
da Nuzzo Neri, due formazioni di Portopalo e Marzamemi e l’Audace,
che vinse il primo torneo locale del 1953.
A Pachino, quindi, sino al 1957 si disputarono solo tornei locali,
negli impianti sportivi dell’oratorio San Corrado in un primo
periodo, e poi nell’attuale stadio comunale, che venne risistemato
per poter ospitare gli incontri tra le squadre parrocchiali. Il 1957
fu l’anno della svolta: accadde che i dirigenti delle singole
squadre oratoriali, incoraggiati dal buon livello mostrato da alcuni
giocatori, ridiedero vita all’idea di formare una squadra cittadina
per poter partecipare ad un campionato federale. Ma il tutto necessitava
di un personaggio di spicco pachinese in grado di prendere le redini
della società dal punto di vista organizzativo ed economico.
Questo personaggio fu individuato nella figura del dottor Sasà
Brancati, il quale divenne presidente della neonata squadra. Allo
stesso Brancati poi sarà dedicato lo stadio comunale. I pionieri
che per primi indossarono la casacca azzurra del Pachino (che diede
alla squadra i colori sociali, immutati fino ad oggi) furono Enzo
Dugo, i fratelli Baglieri, Giovanni Casuri, Corrado Arangio ed altri,
allenati da mister Amato allenatore proveniente da Noto e profondo
conoscitore del calcio siracusano del periodo, sostituito qualche
anno dopo dal pachinese Felice Gazzè.
La prima partecipazione ufficiale della Società Sportiva Pachino
ad un campionato federale, quindi, risale alla stagione 1958/59, anno
in cui la formazione pachinese prese parte al campionato di Seconda
Categoria, l’ultimo livello riconosciuto dalla Lega Nazionale
Dilettanti a cui partecipavano undici formazioni fra le quali i vicini
centri di Noto, Rosolini e Ispica con cui iniziò sin da subito
una forma di sana rivalità sportiva per garantirsi il primato
della zona sud orientale sicula. La neonata formazione pachinese conquistò
il nono posto raccogliendo undici punti in venti partite disputate,
con uno score di 13 reti fatte e 33 subite.
Gli anni ’60 proseguirono senza alcun evento straordinario,
eccezion fatta per il terzo posto ottenuto nella stagione 1960/61;
essi contribuirono però a stabilizzare la figura della squadra
di Pachino nel panorama calcistico provinciale. La decennale militanza
in Seconda Categoria fu premiata nella stagione 1969/70, con il ripescaggio
in Prima Categoria avvenuto grazie alla nascita del campionato di
Promozione, un torneo intermedio tra Prima Categoria e Interregionale;
bastarono solo quattro stagioni in Prima Categoria alla squadra pachinese
per conquistare il primo posto. Difatti, nel 1973/74 la squadra presieduta
da Sebastiano Cammisuli conquistò il campionato, trascinata
dai calciatori pachinesi Sebastiano Bruno, Vincenzo Belfiore, Giuseppe
Olindo, Mario Colombo, e da alcuni elementi di esperienza provenienti
da altre città come Cultrera, Erna e Formica. La gioia del
primo posto durò poco, perché la Società fu penalizzata
dalla Lega Dilettanti che revocò il titolo a favore della Borgata
Augusta classificatasi seconda, per presunto illecito sportivo, oltretutto
mai accertato. Ci vollero altri tre anni per registrare un’altra
stagione vittoriosa, triennio i cui la fucina pachinese sfornò
talenti come Nicola Parisio e Angelo Lauretta. Nel 1976/77, infatti,
la formazione guidata da Mister Nobelli finì il campionato
in testa alla classifica conquistando la Promozione e lasciandosi
alle spalle quotate formazioni come Avola, Netina e Comiso. Finalmente
il presidente Cammisuli gioì per una vittoria della sua squadra
assieme a tutta la città di Pachino. I giocatori che conquistarono
le luci della ribalta furono Salvatore Cultrera, attuale direttore
sportivo della società, Gaetano Petralito, Raffaele Cappitta,
Mario Colombo e la rivelazione Salvatore Olindo. L’esperienza
nel campionato di Promozione per il Pachino durò solo per una
stagione, poiché la squadra guidata da Sarto, in cui esordì
Carlo Bartolo, finì al quattordicesimo posto e retrocesse.
La sconfitta sportiva portò alla dissoluzione del blocco vittorioso,
tanti giocatori andarono a trovare gloria in altre squadre e ci fu
anche un’ avvicendamento alla presidenza: Sebastiano Cammisuli
lasciò la società, subentrandogli Franco Magro. La squadra
allestita dal nuovo presidente non portò risultati rilevanti,
furono disputati ancora sette stagioni in prima categoria e poi la
squadra pachinese scivolò nuovamente in Seconda Categoria nella
stagione 1984/85. Questi furono anni cruciali per la società,
per via del passaggio di consegne tra Magro e Salvatore Di martino
il quale riuscì a portare un nuovo entusiasmo e linfa vitale
nell’ambiente.
Nella stagione 1986/87 il Pachino sfiora la promozione in Prima Categoria
arrendendosi solo allo spareggio, in cui fu battuta dalla Leontina
ai calci di rigore; l’anno successivo giunse al quinto posto,
ma ottenne ugualmente il salto di categoria per meriti sportivi. L’anno
1988/89 è da annoverare come una delle stagioni più
belle ed esaltanti nella storia del Pachino Calcio: gli azzurri guidati
dal rosolinese Giovanni Di Lorenzo stravinsero il campionato di Prima
Categoria trascinati dal bomber Moscatiello, tuttora ricordato dalla
tifoseria pachinese, e dalle giovani leve pachinesi Fabio Campo, Michele
Scirè e Franco Infanti. Sulle ali dell’entusiasmo, il
Pachino, passato da Dimartino a Salvatore Curcio, disputò due
ottimi campionati di Promozione e cominciò a farsi sentire
un notevole interesse attorno alla società, da parte di imprenditori
locali che investirono nella squadra. Tra i dirigenti spuntò
il nome dell’imprenditore siracusano Carmelo Cristauro, che
fu il primo punto di contatto tra la società e l’azienda
Eminflex, uno degli sponsor storici del Pachino e dell’Atletico
Pachino. Nel 1991/92 a seguito del quinto posto ottenuto in classifica,
la squadra venne ripescata nella neonata categoria “Eccellenza”
alla quale presero parte le prime dieci formazioni classificate nei
gironi di Promozione. Certamente il periodo più splendente
del calcio pachinese, l’Eccellenza, infatti, è la più
alta categoria in cui abbia mai militato il Pachino. La squadra iniziò
il suo cammino in Eccellenza presieduta da Mario Scala. Nel primo
anno la panchina fu affidata a Salvatore Cultrera che guidò
la squadra solo nel girone di andata, sostituito poi da Carlo Bartolo,
che era l’allenatore della formazione juniores, nonché
terzino sinistro della prima squadra. Con Bartolo il Pachino risalì
la china nella disastrosa classifica, riuscendo a salvarsi con due
giornate di anticipo. Il blocco era costituito principalmente da giocatori
locali come Carlo Pulvirenti, Peppe Tumminello, Enzo Baglieri, Giacomo
Catania e iniziarono a muovere i primi passi Tonino Maucieri, Corrado
Argante, Piero Minardi e poi Saro Belfiore.
Nel secondo anno di Eccellenza la squadra venne affidata a Pino Maiori,
ex allenatore della “berretti” del Siracusa che portò
a seguito molti elementi militanti nella sua ex squadra. La formazione
pachinese era stata attrezzata per disputare un campionato di vertice,
ma riuscì a salvarsi solo alla penultima giornata. Il terzo
ed ultimo anno di Eccellenza, fu segnato da due avvicendamenti: l’ennesimo
cambio di presidenza da Scala a Franco Roccaro, e l’esonero
di Corrado Spinello in panchina, che venne sostituito da Carlo Bartolo.
Una partita da ricordare, anche se segnata da una pesantissima sconfitta
per 8-0, è quella col Calcio Catania allo stadio “Cibali”,
che militava in Eccellenza poiché retrocesso per fallimento
societario. Il 1993/94, fu per il Pachino un campionato di bassa classifica,
che segnò la retrocessione della squadra nel campionato di
Promozione. Nel 1994/95, la formazione lasciata nella mani di Carlo
Bartolo ottenne un dignitoso undicesimo posto dopo aver navigato per
buona parte del campionato nelle zone alte della classifica. Nell’estate
del 1995, la Società Sportiva Pachino rischiò di scomparire:
per vicende poco chiare, il presidente Roccaro decise di non iscrivere
la squadra al campionato di Promozione, abbandonando la società
a se stessa che fu dichiarata fallita nell’estate del ‘95.
Il blocco dei giocatori pachinesi, si riversò nella rosa dell’
Atletico Pachino, seconda squadra cittadina che militava in Prima
Categoria, la Società Sportiva Pachino venne salvata dalla
scomparsa e iscritta al campionato di Terza Categoria da Ermanno Lombardo
e Salvatore Dimartino, che diedero la possibilità alla squadra
azzurra di continuare ad essere annoverata negli annali del calcio
dilettantistico. La panchina fu affidata a Corrado Spinello, che allestì
una squadra di volenterosi i quali difesero i colori sociali in Terza
Categoria per quattro anni. Nel 1998/99, Pachino contava tre squadre
nel panorama calcistico, una di queste, l’A.I.M.I. di Salvatore
Runza, vinse il campionato di Terza Categoria. Proprio grazie alla
fusione con l’A.I.M.I., squadra allenata da Carlo Bartolo, la
Società Sportiva Pachino ebbe la possibilità di ritornare
in Seconda Categoria conservando il nome, rimanendovi per due anni
consecutivi in compagnia dell’Atletico Pachino. La stagione
2000/01 vide la retrocessione delle due formazioni pachinesi le quali,
l’anno successivo, disputarono il campionato di Terza Categoria.
La storia recente del Pachino inizia nell’agosto del 2002, quando
i dirigenti delle due formazioni pachinesi piombate in Terza Categoria
decidono di unire le forze per costituire una sola squadra competitiva.
Ed ecco Carmelo Cristauro, Vincenzo Belfiore e Salvatore Runza che
danno vita ad un progetto ambizioso: riportare il Pachino a disputare
il campionato di Eccellenza. Il primo passo mosso dalla nuova società
è quello di ottenere il ripescaggio in Seconda Categoria, concesso
dalla Lega. Occorre, poi, costituire una dirigenza in grado di poter
lavorare al progetto, e sono coinvolti personaggi del calibro di Salvatore
Cultrera, in qualità di direttore Sportivo e Joseph Fortunato
che oltre a tornare a difendere la porta azzurra, diviene vicepresidente
della società. Molte altre realtà locali contribuirono
alla rinascita del Pachino, sostenendo da vicino la società.
Nelle maglie azzurre ricompare l’elefantino dell’Eminflex,
già sponsor ufficiale nei primi anni novanta, lo stadio comunale
“Sasà Brancati” viene ristrutturato a dovere, e
le sue tribune tornarono ad essere gremite di pubblico come da tanto
tempo non accadeva. Viene ideato un sito internet ufficiale, www.sspachinocalcio.it,
pensato come contenitore della storia e delle informazioni riguardanti
la squadra, che ha permesso l’interazione tra tifosi ed appassionati
vicini e lontani. La panchina è affidata a Carlo Bartolo, che
ha l’arduo compito di mettere su una rosa che deve essere il
risultato di una scelta fatta su due squadre, quella del Pachino e
quella dell’Atletico. Non è stato facile, ma alla fine
la vittoria del campionato 2002/03 ha avallato le scelte fatte dal
tecnico pachinese. Una vittoria alla quale ha contribuito tutta la
città di Pachino, che numerosa ha preso parte alla finale –
spareggio del 13 Aprile 2003 a Giarratana contro la Canicattinese,
dove un gol di Piero Minardi regala la vittoria agli azzurri, una
vittoria che resterà nella storia del Pachino.
L’anno seguente, è suddiviso idealmente tra il primo
posto del girone di andata, con in panchina Carlo Bartolo, e lo sfortunato
girone di ritorno che iniziato con la dura penalizzazione di 6 punti
inflitta alla società dalla Lega Dilettanti. Tutto l’ambiente
risente dell’accaduto, il quale determina in maniera negativa
il prosieguo della stagione, che ha visto l’avvicendamento in
panchina tra Carlo Bartolo e Ciccio Infanti. Al termine della stagione
la formazione pachinese conquista uno dignitoso sesto posto in classifica,
che la tiene fuori dai play – off.
Ciò che resta è storia attuale: il Pachino versione
2004/05, che ha cambiato dopo 49 anni la denominazione in “Associazione
Sportiva Dilettantistica Pachino Calcio”, affidato al tecnico
pozzallese Giovanni Azzarelli, prende parte nuovamente al campionato
di Prima Categoria, stravincendolo ed approdando, dopo dieci lunghissimi
anni, nel campionato di Promozione. Il rendimento degli azzurri durante
l’ultima annata calcistica è risultata altalenante: la
squadra guidata da Giovanni Azzarelli, sostituito in corsa dal pachinese
Angelo Lauretta, ha ottenuto un modesto ottavo posto. L’intenzione
dell’entourage azzurro, guidato sempre da Carmelo Cristauro,
è quella di portare il Pachino a disputare il campionato di
Eccellenza. Per tali motivi la dirigenza sta lavorando per preparare
il secondo anno consecutivo in Promozione. Ma da protagonisti.